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*edit* Titolo: "Vite spigolose, geometrie perigliose" *aggiunto lo specchietto introduttivo* @|Rossella| Accipuffola, il mondo era pieno di spigoli! Mica se ne era accorta, prima, di tutti quei maledetti angoli che incontrava ogni due secondi. C'erano nei divani, che non avrebbero dovuto essere mollemente confortevoli???, nei tavoli – oh, beh... Era concepibile per quelli rettangolari o quadrati, ma uffa, che ci fanno gli spigoli in un tavolo rotondo, eh?? eppure, maledetta geometria, c'erano. Eccome, se c'erano – e pure nei letti... Spigoli, spigoli, spigoli dovunque. Se solo avesse saputo prima di quanti maledetti spigoli esistevano al mondo - e ce ne stavano ovunque, il mondo ne era pieno: nei posti più impensabili ed impensati, andavi a picchiarci contro! Persino nelle borsette,e lei ne aveva sempre appresso una, c' erano gli spigoli! Più morbidi degli altri, sì, ma c'erano!- col cavolo che avrebbe fatto la scelta idiota che si era inopinatamente ritrovata a dover fare. Al diavolo l'orgoglio, la carriera, e la nipponica dedizione al lavoro. Gli spigoli negli stinchi, !azz@##!! se facevano male! E contro le costole? Eh? Avete idea del dolore? Provate a picchiare il costato contro il bordo angoluto ed angoloso di una qualsiasi porta o di un qualsiasi mobile ( che mediamente ne hanno un fottio: prendente le sedie, ad esempio: spigoli sulla seduta, spigoli negli schienali... e ben quattro, dicasi quattro!..maledette gambe spigolose... ) anche solo per sbaglio, ed ecco, una sbiadita imitazione di quel che provava Ayumi Himekawa ogni tre per due. Ancora aveva da trovarlo, un luogo privo di spigoli nascosti. Che oltretutto lei scopriva al primo passaggio, salvo ricaderci sopra al secondo, orba com'era. Due braccia, due gambe, quattro stinchi: otto perfette occasioni per andare a sbattere contro angolosi ostacoli ad ogni sospiro. E lei di sospiri ne faceva parecchi, dato che non poteva urlare. Non che non ne avesse voglia, a suon di mordersi le labbra ormai aveva due canotti tali che le amiche le avevano suggerito di smetterla col silicone, le faceva male...e le stava da cani, tanto per aggiungere il carico da undici .. essendo orba peggio di una talpa manco poteva smentirle, ma urlare, oltre non essere in tono col tono del personaggio – mica era Maya, lei.... A lei Jane era riuscita da Dio, dato l'ambiente da cui proveniva, ma l'adorata, dorata figlia di una attrice di successo elegantissima moglie di un regista, genio e padre della principessina, certamente non poteva mettersi a strillare come uno lupo selvaggio... ma non,jamais... e la classe?! Lo chic?! - urlare, stavamo dicendo, avrebbe avuto la nefanda conseguenza di far scoprire l'inghippo. Quindi,aplomb, classe e distinzione, e soffrire in silenzio. Però quei dannati, maledetti, onnipresenti spigoli erano dappertutto, tanto per complicarle la vita e favorirle l'inciampo. Dopo il dolore, ovvio. Ma doveva continuare a far finta di niente, perseverando a muoversi leggiadra e leggera in un mondo che diventava più ostile ad ogni livido in più. Le amiche, sempre loro, sgrunt! Sicuro che fossero amiche, poi?!..oltre consigliarla di smetterla col silicone, le avevano anche fatto notare, con la massima cortesia, ovviamente, che forse era meglio smetterla anche con la lampada: abbronzata poteva anche star bene, ma la tonalità violacea, sì che gli emo erano di moda, proprio non le donava .Come dire? Ecco, aveva un no so che di malsano... Ma come puoi evitare gli ostacoli se non li vedi? In special modo poi, se vuoi – vuoi... adesso non esageriamo.... devi, piuttosto - far finta di vederci benissimo? Dato che non puoi andare in giro con un cane guida, mica sono modaioli chihuahua, raffinati pincher o aristocratici carlini, quell...no,sono ingombranti pastori tedeschi,o labrador o cani di stazze così... difficile portarli elegantemente in braccio a mò di accessorio...sei tu, il loro accessorio... o men che meno muovendo un bastone bianco davanti a te – i bastoni da passeggio NON sono più di moda. A meno che tu non abbia novant'anni o entrambe le gambe rotte, e non era questo il caso – o dio che ne scampi, agitando le mani ovunque intorno a te – sempre a meno che tu non sia un italiano che sta litigando per il parcheggio: lei era made in Japan dalla punta dei biondi capelli a quella dei piccoli piedini ( vero che biondo e Jap non si accordano molto. Ma della stranezza dell'autrice abbiamo già detto ) - non hai scampo. Vince ogni spigolo che incontri e palla al centro. Si ricomincia a giocare. Fino al prossimo spigolo. Esattamente il minuto dopo. Beh, magari proprio il minuto dopo no.... ma quasi. La cosa che la mandava davvero fuori dai gangheri, e non capiva perchè, visto che avrebbe dovuto esserne contenta, dato che lo scopo convenuto era proprio quello, era che nessuno, nessuno, si accorgeva di quella guerra sotterranea e nascosta fra Wonder Ayumi ( lei stessa ) e l'ostile mondo circostante, che invece di essere meravigliosamente, morbidamente sferico – come madre Terra insegna: una fantastica palla senza un angolo neanche a pagarlo... d'accordo, Everest e montagne escluse- era tutto fatto di orribili geometrie spigolose che continuavano bellamente a sbucare improvvise dovunque. Della incredibile spigolosità dei mobili si era accorta subito, urtando contro i sostegni di una poltrona, che fino al giorno prima le era parsa morbida come la panna: ma l'anima di acciaio che faceva da sostegno tutto era tranne che burrosa. Contro le gambe, faceva un male cane. E se poi come le era capitato, saltando per il dolore alla gamba ci cadevi dentro male, sbattere la crapa contro lo schienale era un'ottima dimostrazione della resistenza dei metalli. Ti veniva un bernoccolo come un uovo, però avevi la certezza che la poltrona fosse decisamente molto, molto robustamente indistruttibile. Tutto il contrario di te. Aveva capito quasi subito anche che razza di campionario di angoli, spigoli, ostacoli vari fosse il palcoscenico, con tutti quei sostegni ( le luci, le quinte... ) sparsi giringiro. Quando non sbatteva contro l'uno, sbatteva contro l'altro. E tutti ad elogiare la aerea danza, quasi divina, con cui sul palcoscenico si muoveva la sua Akoya. Eterea e divina un accidente!! E soprattutto, ma quale danza??? azz@##!! Erano, tutti, dannati sobbalzanti sussulti dovuti al dolore dei continui urti. Ma la grazia innata che aveva avuto in dono alla nascita faceva sì che sembrassero movenze coreografate ad arte. Così piovevano complimenti come la pioggia durante un diluvio. Anzi, durante il Diluvio. Akoya mai era stata più leggera, eterea e divina. Sembrava non toccasse mai terra. Si muoveva sempre in punta di piedi, che appoggiava appena appena, teneramente, come per non schiacciare il suolo sotto le sue suole. Tenerezza,un bel par di ##all@@e!! Mai provato a schiacciare un chiodo? Oppure ad infilarsi una gigantesca scheggia sotto un'unghia del piede? Ovvio che lo appoggiasse – solo la punta, finchè non era sicura – con grandissima attenzione. Mica sapeva quello che poteva esserci sotto! Ci potevano stare anche le trappole per lupi, sotto la sua leggiadra scarpina! Lei tutto voleva, tranne schiacciare una cosa così. Quindi, ma quale cavolo di tenerezza! Solo semplice sopravvivenza. Lei stava sperando - pareva invano - ed aspettando in gloria che qualcuno finalmente svelasse l'arcano e la togliesse dal pantano in cui si era andata ad impelagare ( veramente ce l'aveva impantanata l'autrice... della cui sanità mentale già tutto sappiamo ) dato che muoversi in un universo buio non le piaceva neanche un pò, e che Tsukikage, Ichiren, Akoya, la Dea Scarlatta etc etc andassero pure a farsi benedire... a lei non sarebbe spiaciuto manco un pochino pochetto... Ma nonostante tutti i problemi che aveva a muoversi in un mondo pieno di spigoli, angoli e trappole varie – ma quanti spigoli ci sono in una dannata macchina, eh? Com'è che per sedersi sul sedile bisogna superare gradini, portiere, scocche, e un sacco di altra roba fatta apposta per rendere l'impresa quasi impossibile? Dove stava nascosto, tutto 'st'armamentario di armi improprie , prima??- invece di capire la sua assurda situazione, di sgamare il gioco e finalmente permetterle di tornare ad un comportamento mediamente intelligente – tipo farsi operare e ricominciare a vedere, sempre che fosse ancora in tempo: al diavolo lo spirito del susino. Lei aveva sempre preferito le prugne!- tutti a riempirla di complimenti per la sua perfetta recitazione e le sue doti sovrumane. Ma che azz@##!! di destino!!! Pareva che la stesse prendendo per i fondelli! Pareva? No, ne era certa. Aveva speso una vita a cercare di diventare talmente brava da meritarsi il ruolo della Dea Scarlatta e avere così la conferma di essere almeno alla pari con Maya, e cosa le andava a capitare?! Che proprio nel momento in cui si era resa conto di esserci quasi riuscita, per evitare che un riflettore cadesse addosso ad un'altra attrice ( maledizione, ma l'autrice in mancanza di nuove idee si era messa a scopiazzare Candy Candy?? e poi a far danni coi riflettori non ci era già riuscita più che bene con la Tsuky? Adesso capiva perchè quella scriveva poco. Non sapeva più che cavolo inventarsi, ecco ...) s'era presa una botta in testa che letteralmente l'aveva 'cecata . Conseguenza: adesso del teatro, degli spiriti e dei susini, delle dee scarlatte, viola, verdi o blu, non gliele poteva importà de meno. E tutti lì, a dirle come ultimamente recitasse divinamente! Forse era la maledetta concentrazione che doveva mettere in ogni cosa facesse. Anche perchè, aveva scoperto, vero che i ciechi ci sentono meglio.... ci sentono persin troppo meglio! Maledizione, ci sono almeno tanti assurdi rumori quanti maledetti spigoli, al mondo! Una cacofonia di suoni che ti assaltano e ti circondano, dovunque... e buonanotte all'orientamento. Così, anche solo per capire in che razza di posto fosse, era costretta a mantenere attenzione e concentrazione a livelli impensabili. E, di nuovo, tutti lì a dirle che meraviglia di espressione di sofferta partecipazione avesse tirato fuori dal cilindro! Sofferta?? Certo che sì. Fra i continui urti contro gli spigoli e gli altrettanto continui infarti al miocardio che le procuravano i rumori imprevisti ed improvvisi ( e se non ci vedi, c'è ben poco che riesci a prevedere) nonchè il mal testa che dal quel giorno non la abbandonava un attimo, parlare di sofferenza era ancora poco. Partecipazione?? Ma quale partecipazione??? A che mai poteva partecipare, se a un centimetro dal naso per lei il mondo finiva in un buio che tutto era tranne che di velluto? Partiva da lì, dal quel centimetro oltre il suo bel nasino ...sperando che bello lo fosse ancora... intero, non lo era più da un pezzo, la sua personale guerra contro angoli, spigoli e quant'altro in grado di sbatterle contro. Sì, decisamente la sua vita la stava prendendo ( complice l'autrice di idee scarsamente fornita) letteralmente per i fondelli. Adesso che l'interesse che aveva per la cosa in una scala da uno a dieci era un meno venti secco, pareva avesse scoperto l'arte della recitazione perfetta. Certo, dato che se nessuno sembrava accorgersi di quanto orba fosse, della facilità estrema con cui andava a sbattere contro qualsiasi ostacolo, anche il più immenso, allora doveva essere davvero un'attrice sopraffina. Peccato però che lei non stesse recitando! Quel che le stava capitando era tutto maledettamente vero. Auchh!!! Come l'ennesimo spigolo in cui era andata ad incocciare. E mentre balzava in aria, via dall'ennesimo dolore, aveva sentito l'ennesimo complimento: ma che grazia!!! Divina!!! Cristo, ma allora era una maledizione! Già: esser lenti ma lenti ma lenti come bradipi – sperando quelli non si offendessero, con un simile paragone! – era la maledizione nascosta ma inesorabile di quegli altri due disgraziati , una disgraziata ed un disgraziato, per essere chiari, e la sua era essere orba peggio di una talpa. Bradipi e talpe. Ok. Il bestiario dell'autrice andava rivisto. Subito era già tardi. Edited by |Rossella| - 2/8/2012, 12:22 |
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Ma questa non l'avevo ancora letta!! Bellissima!! Wonder Hayumi che picchia contro tutti gli spigoli del mondo! Ma farsi operare no? Bradipi e talpe... il bestiario dell'autrice va rivisto. Perfetto il finale. Brava e complimenti!! |
| grazie.... rileggendola anni dopo averla scritta... fa ridere anche me. |